In Coscienza

La parola incosciènza s. f. vuole dire mancanza di consapevolezza di sé, del proprio esistere, dei proprî atti, come condizione temporanea o abituale; comportamento di chi agisce, d’abitudine o in certe occasioni, senza riflessione, senza senso di responsabilità verso sé stesso o verso altri.

Posso sdoppiarla e sottolineare il “in” come prefisso verbale di molte parole derivate dal latino o formate in epoca posteriore. Ovvero come esprimere “un immettere qualcosa”, come “dare vita” a qualcosa.

Al prefisso aggiungo “coscienza” ovvero la facoltà immediata di avvertire, comprendere, valutare i fatti che si verificano nella sfera dell’esperienza individuale o si prospettano in un futuro più o meno vicino; “coscienza” esprime anche la valutazione morale del proprio agire, spesso intesa come criterio supremo della moralità.

Scrivo tutto questo per due motivi. Il primo perché in una misura incosciente a volte straripante pratico la fantasia nella mia vita da sempre in una modalità da animatore come  nel video collegato a questo mio dire; e il secondo perché in coscienza mi sono sentito schiacciato più di una volta dal muro di altri, spesso senza motivo apparente o piuttosto a causa di un istintivo comportamento di chi relazionandosi con me, fanciullo, si scaglia offendendo o travisando.

Premesso che tutto è giusto e funzionale, in verità, in questi casi c’è poco da fare. Si! Perché la cosa più giusta è permettere agli altri di esprimersi, al libertà nel bene e nel male. Come ieri sera un mio caro amico mi ha accompagnato a casa dopo che poco prima mi aveva insultato. Nell’immediatezza ho risposto e ho contenuto l’aggressione perché ho pregato allo stesso tempo che nascesse chiarezza sia in me, che ho subito, sia in lui che si è spinto in una offesa. Lasciare scorrere mi sembra utile consapevolizzando l’accaduto. L’ho ringraziato sotto casa perfino con un bacio sulla guancia.

In questi giorni non ho potuto fare lo stesso con una persona alla quale esprimo mio affetto e stima che ha puntualizzato e mi ha allontanato affermando miei pensieri e/o sentimenti diversi dalla realtà. In coscienza le vorrei dire di entrare in quei bui che, a volte, crea la mente, perché la bellezza sta proprio nel rivalutare le cose, alcuni fatti. Scoprire mondi a cui non si vuole dare ascolto e che invece rappresentano la verità che ci porta all’unisono con il progetto dell’anima, con l’armonia con la nostra piena realizzazione in questa vita. Vorrei dire a questa persona che le sono amico, che prego per lei. L’universo è grande e prima o poi questo messaggio arriverà traducendosi in un abbraccio.

Scrivendo metto le parti di un puzzle sul tavolo, mi sforzo di costruire una immagine più reale possibile anche se diversa dall’immaginario consono ad una ritualità soggettiva.

Argine

La suprema felicità della vita è essere amati per quello che si è.” Scriveva V. Hugo. Il pensiero diverso invece è falsificare la realtà a vantaggio o svantaggio delle macchinazioni della mente. A volte è brutale affondare chi ti sta davanti solo perché non si sa nuotare, per un mal di pancia, oppure perché non si riesce a governare la propria valanga di pensieri. Il tesoro più prezioso della vita è lottare accanto agli altri, questo è l’argine. Un gesto piccolo o grande che sia per dare priorità all’efficienza del dialogo a potenziare ogni livello relazionale perché tutti siamo uguali anche attraversando paludi, o ristoranti di lusso. Rinnovo ogni giorno il cammino dell’empatia, dell’ascolto anche turbolento, perché la mia rivoluzione umana è la rivoluzione di tutti. Fare emergere il coraggio, metterlo in pratica, è la prima forma di incoraggiamento. La primavera della rinascita è qui! Ogni persona ha una missione unica anche se distratta o impercepibile.